Le rossoblù nella cittadina termale per testare concentrazione e solidità
Seconda trasferta consecutiva per il team di Marco Bracci, chiamato a confermare il buon momento lontano dal Palazzetto.
Giocare fuori casa non è mai semplice: oltre alla forza dell’avversario e al tifo avverso, pesano anche le ore di viaggio in pullman e una routine pre-gara che cambia ogni volta. Ma due vittorie consecutive aiutano a tenere alto il morale, anche se la concentrazione deve restare massima.
In palestra si lavora sodo per consolidare schemi, assimilare concetti e migliorare la gestione dei momenti di difficoltà, come accaduto a Volano, dove si è rischiato di compromettere un vantaggio importante. Ogni avversario merita rispetto, soprattutto in questa fase iniziale del campionato, dove la classifica è ancora poco indicativa.
Sabato sarà la volta della Don Felice Colleoni di Trescore Balneario, una sfida inedita per le nostre ragazze.
La formazione bergamasca, che porta il nome del sacerdote che per primo promosse la pallavolo femminile in oratorio, arriva da una stagione difficile, culminata con la retrocessione in B2. La società, però, ha rilanciato con determinazione, acquistando i diritti per restare in B1 e rivoluzionando il roster. Confermate solo coach Alice Bonetti e la veterana Serena Milani, mentre tutte le altre atlete – nate dopo il 2000 – sono volti nuovi.
Le prime due giornate hanno portato soltanto un punto in classifica: sconfitta casalinga al tie-break contro Schio e un netto 3-0 subito a Castel d’Azzano contro Arena. Ma guai a sottovalutare le orobiche: il gruppo è giovane, affamato e desideroso di riscatto.
Alessia Cicolini, nuovo opposto rossoblù, suona la carica:
“Andremo a Trescore con entusiasmo e grinta, forti della vittoria da tre punti contro Volano. In palestra stiamo lavorando su ogni dettaglio per fare la differenza in partita. Sarà una gara complicata, sia per le tre ore di viaggio che per la voglia di rivalsa delle nostre avversarie. Ma come la scorsa settimana, daremo tutto per portare a casa il massimo.”
Dario Deretta

